Non si nasce con l'istinto della lettura, come si nasce con quello di mangiare e di bere. Si tratta di un bisogno culturale che può essere solo innestato nella personalità infantile.... Operazione quanto mai delicata, perché il solo paragone che sopporta è quella con l’innesto di un nuovo senso: il senso del libro, le capacità di usare il libro come uno strumento per conoscere il mondo, per conquistare la realtà, per crescere. (Gianni Rodari). I bambini devono poter capire che si può leggere solo per il piacere di entrare in una storia e di immedesimarsi nei protagonisti e nelle vicende, per recuperare le emozioni che ciascuna narrazione porta in sé. La lettura ha bisogno di assumere innanzitutto un aspetto che la caratterizzi, quello del gioco e del gusto di giocare. E deve diventare una risorsa interiore, un’attività che soddisfa il proprio immaginario, che crea altri mondi, che anima una simulazione di realtà. |